ERBE: Apiaceae
Ferula communis L.
   subsp. communis
Divisione: Angiospermae

Famiglia: Apiaceae

Nomi italiani: Ferula comune, Finocchiaccio

Nomi sardi: Èrula, Fèrula, Feurra

Periodo di fioritura: IV-X

Habitat: terreni incolti, pascoli, bordi delle strade


Descrizione: pianta erbacea perenne alta 1-3 m con fusto eretto un po’ legnoso alla base e ramoso nella metà superiore; foglie inferiori lunghe 30-60 cm, pluripennate, suddivise ulteriormente in lacinie lineari, quelle superiori progressivamente ridotte con guaina fogliare ampia; fiori gialli, piccoli, disposti in ombrelle terminali a 20-40 raggi; frutto obovoide-compresso con ali laterali.
 
Il fusto secco tenace e leggero della Ferula viene utilizzato per costruire seggiole, sgabelli e altri oggetti d'artigianato.
Alla base o in prossimità della Ferula comune cresce il ricercatissimo fungo Pleurotus eryngii var. ferulae Lanzi D.C. ex Fr., comunemente noto come Fungo della ferula, apprezzato per l'eccellente qualità della sua carne. Questo fungo, appartenente alla famiglia delle Pleurotaceae, vive normalmente come sapròfita sulle radici di questa pianta.
Attenzione: l'ingestione delle parti aeree di questa pianta provoca nei bovini e negli ovini il cosidetto "mal della ferola", grave intossicazione con manifestazioni emorragiche che possono portare alla morte dell'animale.

Curiosità: Questa pianta viene citata come mezzo utilizzato da S. Antonio abate per rubare il fuoco dall'inferno per donarlo agli uomini; la leggenda (con le diverse varianti) narra che, ottenuto il permesso dai demoni di entrare all'inferno per riscaldarsi, ingannò loro frugando col suo bastone di ferula fra i tizzoni ardenti fino a che una scintilla accese il midollo spugnoso all'interno, quando uscì potè così donare il fuoco all'umanità.
All'origine della leggenda del fuoco di S. Antonio c'è indubbiamente il mito del furto del fuoco, elemento celeste, compiuto da Prometeo ed elargito agli uomini. Per questo Zeus lo condannò e lo fece incatenare sul picco di una montagna dove ogni giorno un gigantesco rapace gli divorava il fegato che la notte si riproduceva in continuazione per rendere perenne il supplizio.
Sull'origine del fuoco, giunto sulla terra per mezzo di un bastone ardente nella cavità, esistono simili leggende diffuse in altre civiltà: nel mito Daudai in un popolo della Nuova Guinea, in una leggenda dei Maori della Nuova Zelanda e in un'altra dei Kikuyu (o Gikuyu) del Kenia.
Ferula communis, Ferula comune, Finocchiaccio, Erula, Feurra

Ferula communis subsp. communis




sotto: i frutti

Ferula communis, Ferula comune, Finocchiaccio, Erula, Feurra
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